Marsili
Il Marsili è il più grande vulcano del Mar Tirreno. Si è formato negli ultimi 0,7 milioni di anni ed è situato nel centro di espansione attivo dell’omonimo bacino di retroarco. Durante campagne oceanografiche, un notevole numero di campioni di rocce (vulcaniche, sedimentarie) è stato recuperato da diverse parti del vulcano.
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Gli studi relativi alle campagne oceanografiche e ai campionamenti hanno contribuito a migliorare la conoscenza di questo vulcano (Bibliografia), rivelando che si è formato lungo il centro di espansione del Bacino Marsili, comportandosi come una dorsale fortemente accresciuta.
Mappe batimetriche dettagliate mostrano che il vulcano si estende per 70 km in direzione NE–SW, è largo 30 km e si innalza di 3 km dal fondale marino, con la sommità a 500 metri sotto il livello del mare (Fig. 1).
Fig.1 - Mappa batimetrica del vulcano Marsili (isobate: 50 m) con localizzazione dei siti di campionatura (modificata da Trua et al., 2011)
L’asse centrale del vulcano, lungo circa 20 km e largo 1 km, contiene un cono sommitale che ha due crateri. Coni vulcanici più piccoli, alcuni dei quali larghi 1 km e alti 350 m, sono presenti lungo i fianchi. Le strutture curvilinee che si ritrovano lungo i fianchi del vulcano possono indicare aree potenzialmente instabili. I dati batimetrici sono stati utilizzati per creare un modello 3D del vulcano (Fig. 2).
Fig.2 - Modello digitale 3D del vulcano Marsili (modificato da Marani et al., 2024)
La campionatura di diverse parti del vulcano ha permesso il recupero di un notevole numero di campioni di rocce (vulcaniche, sedimentarie). Studi geochimici e petrologici condotti su una parte di rocce vulcaniche campionate hanno fornito informazioni su:
1. tipi di magma e composizione. Il Marsili ha eruttato prevalentemente lave con affinità IAB (Island Arc Basalt), e composizioni che vanno dal basalto all’andesite (Fig. 3).
Fig. 3 - Diagramma classificativo K2O vs SiO2 delle lave del Marsili (da Trua et al., 2011)
I dati geochimici e petrologici suggeriscono un complesso sistema sub-vulcanico che coinvolge fusione parziale del mantello, interazione con fluidi provenienti dalla placca ionica in subduzione e flusso del mantello al di sotto del bacino del Marsili (Fig. 4).
Questo sistema spiega la crescita verticale del vulcano. 2. percorsi del magma e struttura sub-vulcanica. L’esame dei cristalli ignei (olivina, pirosseni, plagioclasi) contenuti nelle lave ha fornito indicazioni sui processi magmatici. I dati ottenuti indicano un sistema di alimentazione al di sotto del vulcano (Fig. 5), simile ai sistemi di alimentazione trans-crostali osservati in altre regioni vulcaniche.
Questa sezione del sito Tyrrhenian Rocks è curata dall’Unità di Ricerca ISMAR-CNR di Bologna (Coordinatore scientifico: M. Marani), nell’ambito del progetto PRIN2022-AWARE (Rete di collaborazioni). L’Unità di Ricerca ISMAR-CNR include come collaboratori C. Cavozzi e T. Trua (Università di Parma). Questa sezione sarà aggiornata con i risultati delle ricerche delle unità coinvolte nel progetto PRIN2022-AWARE.

























